Chi sono
Ciao, sono Emanuela
Quando ero piccola amavo leggere, prediligevo le storie di avventura e di magia, ma in loro mancanza mi accontentavo di qualsiasi cosa mi capitasse sotto gli occhi, dai bugiardini alle etichette degli abiti. Ho imparato tante strane cose, così!
Crescendo, ho sentito l'esigenza di affiancare a questo mondo di fantasia quello del rigore, della ricerca, della prova. Deve essere capitato quella volta quando trovandomi sulla torre di San Martino ho pensato «chissà cosa avranno detto i barbari trovandosi davanti la pianura padana?» e ho tentato di darmi una risposta, reale.
Le storie ti portano lontano, in un altrove, che non è qui, è un'altra vita, un'altra esperienza, un alibi insomma; mentre la storia, che nella sua ricerca delle testimonianze nel tempo e delle origini rappresenta una simbiosi tra umano e umanità, può essere intesa anche come malinconia, per un passato che non è più e non tornerà, ma del quale portiamo le tracce dentro di noi.
Credo di essere anch'io un po' così: una parte solida, costante, sicura, e l'altra evanescente, eterea e spensierata.