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Emanuela Contessa

Racconti

Il viaggio di Silvano

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Quando il seme Silvano aprì gli occhi, la prima volta scoprì di essere tra i rami di un grande albero, che al limitare di un bosco si affacciava su una ridente vallata. I prati verdi, punteggiati da fiori di tanti colori, splendevano al sole; lontane, le montagne ancora innevate brillavano e il cielo era terso.

Rimase lì acquattato, tra le braccia della maestosa pianta, per tutta la primavera, finché all'inizio dell'estate un venticello leggero lo strappò dai rami, lo fece volteggiare nell'aria, per poi lasciarlo cadere in un ruscello.

Iniziò così per il piccolo seme un viaggio avventuroso: sballottato dalle acque turbolente del torrente, attraversò boschi e pianori, vide pascoli, campi coltivati, paesi e strade, finché il rivo non si tuffò in un fiume placido e tranquillo che nelle sonnolente giornate estive portò il seme lontano.

Il cammino di Silvano si arrestò su una spiaggia sabbiosa, dove rimase a godersi il sole fino a quando, rimasto attaccato alle zampe di un cagnolino, fu trascinato in un ombroso giardino. Era tanto stanco che si addormentò all'istante e dormì per mesi; allorché si svegliò, scoprì di essersi tramutato in esile pianticella, che con il tempo si trasformò in un giovane, robusto alberello.

All'inizio dell'estate, i suoi semi già vorticavano intorno spinti dalla brezza, ma uno di loro, catturato da una corrente ascensionale, finì nel groviglio di una furiosa tempesta che correva veloce e lo portò sempre più distante da Silvano.

L'infuriare del temporale scaraventò il piccolo seme ai piedi di grandi montagne, dove esausto si addormentò.

Al suo risveglio, mentre stiracchiava le esili foglioline che gli erano cresciute sulla testa, vide che un grande albero lo guardava con curiosità. Così l'arboscello, che si chiamava Giuseppe ma era detto familiarmente «Pino», crebbe slanciato e snello, vicino al vecchio che scoprì essere suo nonno. La sera, mentre attendevano che la luce cedesse il posto alla notte, Florian raccontava al nipote le storie del bosco e dei tempi passati.