Scritti
Il barattolo rosso
2 min di lettura
Nel periodo precedente la festa della mamma, mia sorella ed io, tornando da scuola ci fermavamo sempre davanti alla vetrina del fornaio. Se per Pasqua l’esposizione era composta da uova di tutti i colori, in quel momento sfoggiava confezioni regalo ornate di fiori e nastri e trine.
Sostavamo spesso là davanti, soppesando le qualità di un oggetto rispetto a un altro, fino a quando, sicure della scelta decidevamo di entrare nel negozio per chiedere quanto costasse l’articolo che avevamo contemplato.
Per mesi, prima di quella ricorrenza, risparmiavamo sulla macia che il papà ci offriva, la domenica quando andavamo dalle suore, dove si potevano acquistare dolci di tutti i tipi: pigolotti, stringhe di liquirizia, cicche profumate alla fragola, gelati di spumiglia, caramelle pino, che stranamente si chiamavano come«il Pino della cooperativa» che parimenti le vendeva, tiramolla e tanto altro ancora. Noi eravamo parche nelle compere, mia sorella molto più di me, e i risparmi erano messi da parte per i regali.
Un anno la nostra preferenza era caduta su un barattolo rosso fiammante, ma una volta domandato il prezzo avevamo capito che non potevamo permettercelo. Dopo alcuni giorni siamo ritornate al negozio, propense a comprare qualcosa di diverso, ma la fornaia, non appena siamo entrate, ci ha detto che se ci piaceva davvero tanto quel barattolo rosso, ci avrebbe fatto lo sconto.
Lo prendemmo subito, felici e orgogliose di donarlo alla mamma.
Non molti anni fa, mentre aiutavo mia madre a riordinare un mobiletto, mi sono trovata in mano quel barattolo rosso, il tempo aveva smorzato la brillantezza del colore, ma era ancora integro e a suo modo, bello.
Mi sono girata e ho detto a mia madre: «Questo te l’abbiamo regalato noi per la festa della mamma!»
E lei ridendo mi ha confessato che quando la fornaia l’aveva informata che non avevamo abbastanza soldi per un regalo che reputavamo bellissimo, si erano accordate perché la signora lo cedesse a un prezzo inferiore e che lei avrebbe pagato la differenza. Così era stato anche per la fioriera in peltro guarnita di ghiande, comprata l’anno successivo e forse anche per la scatolina in porcellana blu, chissà!
Le mamme fanno anche questo e poi conservano i regali dei figli, per anni.