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Emanuela Contessa

Ricerche storiche

Il tempo delle fiere

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Sul finire dell'estate, nel periodo che coincide con quello del termine del raccolto, iniziano in questa zona a susseguirsi le fiere; settimana dopo settimana, dal principio dell'autunno sino alle soglie dell'inverno, migrano da paese a paese, portando suoni, colori, allegria e confusione.

A differenza delle «nundinae» dei romani, che col tempo si sarebbero trasformate nei mercati settimanali, le fiere avevano una cadenza annuale: si otteneva il permesso di organizzarne una grazie alla concessione di un signore, ed era essenziale poi che tale autorizzazione fosse ratificata dal potere che successivamente avrebbe governato il paese, perché durante la fiera non si pagavano i dazi.

Le fiere, che duravano diversi giorni, spesso anche più di una settimana, erano dedicate generalmente ad un santo: la fiera dei Morti di Asola, ad esempio, era dedicata a San Michele. La concessione del 1443 di Francesco Foscari, che ne confermava una precedente datata 1441, in origine doveva durare nove giorni, i quattro precedenti e i quattro successivi alla festività.

Nel corso di tale manifestazione si potevano vendere ed acquistare cereali, legumi, bestiame, prodotti agricoli e caseari ed insaccati, ma era possibile trovare anche merce rara, tessuti pregiati, oggetti preziosi di oreficeria e pelletteria, armi ed altri manufatti che era difficile reperire quotidianamente nella zona. Alcuni mercanti arrivavano da molto lontano ed impiegavano giorni per giungere in pianura.

Giocolieri, mangiafuoco, acrobati, imbonitori ed imbroglioni movimentavano le giornate; la gente accorreva dai paesi vicini e dalle zone più remote delle campagne circostanti, nessuno voleva perdere l'occasione di rivedere amici e conoscenti, d'incontrare persone nuove, e chissà, magari d'innamorarsi. I giovani si cimentavano in giochi d'abilità e tornei, le ragazze compravano nastri per i capelli.

Era una festa sgargiante e tumultuosa, animata e rumorosa, sostituita alla fine dal silenzio ovattato dell'inverno; e mentre i segni lasciati dai banchi sull'erba e sulle piazze sbiadivano col tempo, ci si accingeva ad attendere un'altra primavera.